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FESTIVAL DELL'EUROPA SOLIDALE E DEL MEDITERRANEO

L'edizione 2026 del Festival dell'Europa Solidale e del Mediterraneo si terrà dal 30 maggio al 2 giugno 2026 a Ventotene, con una prima tappa a Torino. Si tratta della 9^ edizione del format culturale promosso da GenerAzione Ponte e sostenuto da Compagnia di San Paolo con il patrocinio del Comune di Ventotene e dell'Istituto di Studi Federalisti "Altiero Spinelli".

 

In un contesto come quello attuale in cui lo scenario socio-politico e geo-politico sono soggetti a continue evoluzioni, le nuove generazioni europee si incontrano a Ventotene per progettare insieme il futuro!

 

L’unico festival che rappresenta una grande opportunità di coinvolgimento di giovani europei, migranti, rifugiati, e seconde generazioni, per diffondere l'importanza storica del Manifesto di Ventotene e trattare i valori fondamentali della creazione dell'Europa, volto a recuperare quel concetto di utopia in grado di generare un nuovo slancio per guardare oltre, al di là delle crisi sanitarie pandemiche, delle guerre e dell'incertezza che pervade il futuro.

Il Festival, che nel 2019 è stato premiato dalla Commissione Europea con il "Premio Altiero Spinelli" per l’attività di sensibilizzazione, è dedicato a migliorare la comprensione dell'UE da parte dei cittadini e ad aiutarli a sviluppare un senso di identità europea: «Un prestigioso riconoscimento - afferma il Presidente di Generazione Ponte, Francesco Miacola - che ci incoraggia a proseguire nel lavoro di coinvolgimento di giovani europei, migranti, rifugiati e seconde generazioni, per diffondere il significato storico ed il messaggio di unità e pace promosso dal Manifesto di Ventotene. Quel Manifesto nasce all’apice della seconda guerra mondiale e getta le basi valoriali e culturali per il superamento dei nazionalismi e lancia l’idea di un’Europa federale, unita nelle diversità».

Il Festival si radica ormai sull’isola di Ventotene, luogo simbolo del Manifesto di Altiero Spinelli, e mette in dialogo memoria europea, diritti civili e futuro della democrazia nel Mediterraneo. Quest’anno con il tema “Utopie Concrete” si intende esplorare come i sogni politici e sociali possano tradursi in pratiche reali, in un contesto segnato dal 80° anniversario delle prime elezioni libere a suffragio universale in ItaliaL’edizione 2026 si aprirà il 30 maggio a Torino con una tavola rotonda inaugurale su “Italianità, ottant’anni di Repubblica” e proseguirà a Ventotene dal 31 maggio al 2 giugno, con conferenze, workshop, percorsi sull’isola e momenti artistici dedicati, tra gli altri, a:

  • disinteresse e disillusione politica,

  • media, narrazioni e potere,

  • il ruolo delle donne nel cambiamento sociale.

 

Anche a questa edizione parteciperanno alle celebrazioni decine di giovani europei guidati dallo staff di Generazione Ponte, associazione di Torino caratterizzata da un mix interculturale unico e guidata da giovani italiani, cittadini di seconda generazione e rifugiati uniti dalla volontà di costruire “ponti” tra culture e generazioni diverse.

L’isola di Ventotene, luogo simbolo per il sogno di pace europeo, sarà teatro di conferenze, dibattiti, arte di strada e workshop che daranno a questi giovani la possibilità di approfondire e confrontarsi su tematiche molto attuali: i nuovi scenari nel Golfo Persico, il perdurare della guerra in Ucraina, l'evoluzione del conflitto israelo-palestinese, il piano di riarmo previsto da paesi in pace, i cambiamenti che stanno avvenendo nel mondo a livello di nuovi equilibri geopolitici, la presenza sempre più percepita del potere delle Big-tech e dell’Intelligenza Artificiale anche nelle contese democratiche. A pochi mesi dalle elezioni di mid-term negli Stati Uniti, le discussioni porteranno a immaginare quale sarà il ruolo dell'Unione Europea e il tipo di influenza che avrà nei prossimi decenni nell'area del cosiddetto "Mediterraneo allargato" e a livello globale.

Anche quest’anno il Festival intende promuovere un momento elevato di formazione che prende spunto dalla storia dell'Europa, per una profonda presa di coscienza della sua importanza, con uno sguardo rivolto allo scenario della diplomazia internazionale e dei diritti umani. Per la realizzazione degli incontri e dei dibattiti sono stati invitati ospiti tra giornalisti, istituzioni, personalità di calibro internazionale ed esperti riconosciuti nell'ambito dei temi trattati. Alcuni di loro, giunti dal resto d’Italia e d’Europa, ricoprono ruoli di responsabilità presso istituzioni europee e Nazioni Unite.

«Uno dei nostri obiettivi - spiega Abdullahi Ahmed, Ideatore del Festival - è quello di rendere il Manifesto di Ventotene uno strumento contemporaneo di pace e di cooperazione. In termini di cooperazione internazionale, intendiamo adottare il Manifesto come un potente esempio da rivolgere ai giovani di altri paesi che sognano un futuro di pace».

In un periodo storico come questo, il Festival mira a produrre narrazioni positive, a rafforzare il ruolo attivo dei singoli all’interno delle proprie comunità, e delle associazioni dei migranti all’interno della nostra società, sempre più plurale e interculturale. 

«Come ci hanno insegnato Altiero Spinelli e Sofia Corradi - prosegue Abdullahi Ahmed - che nonostante le difficoltà intercorse hanno promosso l'Unione dei popoli d’Europa, in questa edizione del Festival vogliamo portare una riflessione sul ruolo dei nuovi cittadini Italiani ed Europei, rifugiati salvati e accolti, e su come possano essere veri protagonisti di un progetto rinnovato di pace in Europa e chiave di sviluppo e cooperazione nel mondo».

 

Un racconto collettivo di pratiche vincenti per superare razzismo e discriminazione con l’obiettivo di promuovere una cultura europea fondata sui valori della pace e dell’accoglienza, che vedrà la diretta partecipazione di persone che con le loro storie di successo hanno contribuito a promuovere una migliore comprensione reciproca e una maggiore inte(g)razione tra le diverse culture che compongono la ricchezza del panorama socioculturale globale. 

Oltre a valorizzare il ruolo della generazione ponte - dei giovani della diaspora e dei giovani europei - favorendo il loro protagonismo, uno degli obiettivi del Festival è anche quello di portare sull'isola studenti italiani e i rifugiati arrivati in Italia qualche anno fa, per far loro conoscere l'importanza dell'isola e del Manifesto di Ventotene:  il sogno prospettato dal Manifesto di Ventotene potrebbe il prossimo sogno da realizzare in quei paesi che oggi vivono conflitti e guerre fratricide.

La rassegna annuale rappresenta una grande opportunità di coinvolgimento di giovani europei, migranti, rifugiati, e seconde generazioni, per diffondere l'importanza storica del Manifesto di Ventotene e trattare i valori fondamentali della vita comune europea.

Il Mediterraneo è da sempre un crocevia di culture che nell'Incontro hanno saputo dare vita alle più grandi innovazioni che l’umanità abbia conosciuto. Il nostro mare, che unisce, è però anche teatro di una grande tragedia umanitaria: sono migliaia le persone che non godendo della libertà di movimento e del diritto di intraprendere un viaggio sicuro verso il continente Europeo, rischiano quotidianamente la propria vita in un tragitto lungo ed incerto.


“La via da percorrere non è facile, né sicura. Ma deve essere percorsa, e lo sarà!”
dal Manifesto di Ventotene


Il Festival  è destinato a tutta la popolazione dell’isola, e, attraverso una capillare azione di comunicazione mediatica, dell’intero territorio nazionale.

IL FESTIVAL: Realizzato dall’Associazione GenerAzione Ponte

con il sostegno di Compagnia di San Paolo e con il patrocinio del Comune di Ventotene e dell'Istituto di Studi Federalisti "Altiero Spinelli"

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